Caio Lunini, da magazziniere a idolo della curva

Chi è arrivato improssivamente ed inaspettatamente a toccare il cielo con un dito è stato sicuramente Claudio Lunini, classe 1966. Chi non si ricorda il suo clamoroso passaggio dai dilettanti del Darfo Boario (Interregionale) all’Hellas Verona?

Raffaele Tomelleri, nellesue meravigliose raccolte “Figurine Gialloblù” da cui prendiamo questa fonte, con nostalgia e tanti ricordi ci racconta le gesta ma soprattutto il sogno diventato realtà di questo piccolo grande bomber.

“…….ma lì, quando si allenava e giocava con il Darfo, segnava. Di testa. Di piede. Di rapina. In acrobazia. D’astuzia. Di potenza. Segnava. ‘Uno come lui la C può farla con una gamba sola”, diceva la gente di Boario. ‘ Ma ormai il treno è passato…..’ aggiungeva chi sembrava saperne di più. Ma lui segnava. E ogni volta gli pareva che quella porta fosse sempre un pò meno piccola. La porta del gol, la porta dei sogni.

Ohè Claudio, ho una buona notizia per te’  lo chiamò un giorno il presidente. ‘Stà a vedere che mi aumenta lo stipendio….’  disse fra sè Claudio. ‘Ti vuole il Verona. Ti va?’  E il Lunini Claudio si trovò così davanti ad una porta improvvisamente spalancata e di là c’era il mondo dei sogni. Lui, il magazzinire, al Verona.

‘Non ci volevo credere, mi sembrava impossibile. Il Verona era una grande, aveva vinto uno scudetto qualche anno prima ed era in serie A. Come poteva pensare a Lunini?’  Il Verona capisce subito di non essersi sbagliato. ‘Ho trovato un ambiente straordinario’ racconta. E a curva poi….‘Quell’urlo non andrà mai via’ . Quell’urlo era solo per lui, il bomber dalla faccia pulita. E lui ripagava la fiducia. Impegno, serietà, amore per quella maglia. E gol. Alcuni splendidi.”

Rimane in gialloblù per 5 stagioni, con 134 presenze e 24 gol. La sua miglior stagione è il campionato ‘93-’94 quando firma 10 gol in 33 partite. Nel ‘95-’96 venne ceduto al Brescia, per poi finire la carriera, divertendosi ancora per tanti anni, nel suo amato Darfo Boario.

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