Damiano Tommasi e l’addio alla Cina: “Ripartirò dal mio Sant’Anna”

FONTE: L’ARENA di Verona, 03/11/09 di Simone Antolini

 

Quindici anni dopo ha detto stop. Aveva iniziato all’Appiani di Padova, con addosso la maglia del Verona. Era il 6 febbraio ‘94, cominciava la storia di Damiano Tommasi.
L’avventura nel calcio professionistico dell’anima candida si è conclusa il 31 ottobre a Tianjin in Cina (per la cronaca vittoria per 2-1 col Guangzhou Pharmaceutical), ultima partita in Oriente.
Un ciclo si chiude. Una storia nuova può iniziare.
Damiano, infatti, ha le idee chiare. Giocherà in Seconda categoria, nel Sant’Anna d’Alfaedo. Ha già confidato il pensiero al suo «diario» online.
VITA DA FALCO. «Tornerò a giocare, a divertirmi con un pallone che per anni è stato il mio attrezzo da lavoro», annuncia lui. «La mia montagna sarà il luogo ideale per godere a piene mani di questa mia passione che è il calcio. I Falchi del Sant’Anna d’Alfaedo saranno i miei nuovi compagni».
E «tra di loro», ricorda il calciatore, «ritroverò anche due miei fratelli (Alfonso e Samuele)» e «sarà come tornare indietro di qualche anno, quando anche il corridoio di casa era il nostro stadio Olimpico, quando i mondiali li giocavamo tre contro due nel prato sotto casa, quando il pallone era il… Giocattolo per eccellenza. Non so ancora se e come potrò continuare, invece, a stare sul palco del teatro Calcio. Dovrò trovarmi un posto dietro le quinte, in caso, per dare una mano affinchè lo spettacolo continui, migliori e diverta».
Ma «forse», prosegue Tommasi, «mi dovrò accomodare in platea e godermi la passione che mi ha fatto girare il mondo e che ora mi farà tornare a quello che è stato il mio grembo calcistico».
Damiano ha tanti ricordi da portare in emersione.
Momenti indimenticabili della sua lunga carriera. «Più di 550 partite ufficiali non sono poche, ho girato il mondo come ha girato il pallone tra i miei piedi. Spagna, Inghilterra, Cina senza contare le innumerevoli trasferte con la Nazionale e con la Roma».
IL DEBUTTO CON L’HELLAS. Nel debutto da professionista, a Padova con la maglia dell’Hellas, «entrai a pochi minuti dalla fine del primo tempo per sostituire Gianluca Pessotto infortunato. Nell’intervallo dovetti cambiare le scarpe. Venivo dal ritiro di Viareggio con la Primavera e non avevo con me l’attrezzatura adatta. Pippo Inzaghi», racconta ancora il centrocampista, «mi prestò il suo paio di riserva. Il 18 novembre 1998 a Salerno, amichevole Italia-Spagna il favore fu ricambiato. Pippo Inzaghi, infatti, prima della partita aveva avuto qualche problema con le sue scarpe e allora stato io a offrirgli le mie di riserva. La partita finì 2-2 con doppietta di Inzaghi, prime reti in Nazionale per lui e debutto ufficiale con la maglia azzurra per me. Quando si sono dice: scarpe fortunate».
L’ULTIMO VIAGGIO. Aveva scelto la Cina per cercare di arricchire il suo bagaglio di esperienza. In passato si era segnalato per la sua grande umanità e per l’impegno del sociale. A Roma, superato un grave infortunio, si era messo al rientro in squadra al minimo salariale di millecinquecento euro. Un altro esempio di grande professionalità.
Con I giallorossi ha raccolto 261 presenze, realizzando 14 reti. Ventinove, invece, le presenze in maglia azzurra con una rete all’attivo.
Damiano ha partecipato anche alla sfortunta spedizione di Corea e Giappone del Mondiale 2002. Ha il mondo negli occhi. Ma Sant’Anna è sempre stata nel cuore. Ripartirà proprio da lì.

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