Lupatelli rigioca il derby della favola
FONTE: L’ARENA di Verona, 08/10/09 di Simone Antolini
Domenica sera, volo di ritorno Cagliari-Roma. Quarta fila, vicino al finestrino, c’è una faccia conosciuta. Cristiano Lupatelli, ricordate? “Io ricordo ancora, come faccio a dimenticare?” sorride.
Solito look, testa rasata, pizzetto, jeans sgualciti, simpatia dirompente. Uno fuori dagli schemi, matto il giusto per essere buon portiere, ma anche per restare nei ricordi della gente. “Il Chievo è sempre una cosa speciale” spiega. “Intanto, è sempre la stessa squadra, che gioca bene, simpatica, ammirata da tutti. E poi, il Chievo è il Chievo. Passa il tempo, però quegli anni son davvero indimenticabili…”. Ne son passati 9, ormai. “No, sembra ieri” fa, prima di buttar lì un bel po’ di nomi. “Di allora, se non sbaglio, son rimasti Moro e Luciano. Che fa Moro, perché non c’era?”. E ancora: “E D’Anna, dov’è adesso? E Federico Cossato? Gioca a calcio a 5, ma no…”.
Quel Chievo è stato il massimo, per lui. Poi, forse, non è più stato il Lupo della favola. “Il calcio è così, bisogna prenderlo per quello che è, non far drammi se va male, non esaltarti se va bene”. A lui riesce facile, disincantato com’è. “A Cagliari si sta bene, comunque, molto bene. Bell’ambiente, la gente ci segue senza troppe pressioni, non mi lamento. L’unica cosa è la distanza da casa, io abito sempre a Perugia…”.
Ricordi che scorrono. “Te lo ricordi il primo derby col Verona? Uno spettacolo, una serata difficile da dimenticare. Per noi, il risultato non fu dei migliori, ma tutto il resto fu bellissimo. Uno stadio strapieno, grande entusiasmo, tutta l’Italia che ci guardava. E due squadre che giocavano un gran calcio, noi fra l’altro, eravamo in testa alla classifica… Bello anche quello del ritorno, ma come clima il primo resta unico”.
Ricordi da rivivere. “Ho tutti i dvd, ogni tanto, li metto e guardo. Non è bello vivere solo di ricordi, ma è molto peggio non averne…”S.A.
















