Roberto GALIA: un gregario di lusso!

Fonte: http://ilpalloneracconta.blogspot.com

 

Dire cose importanti in perfetto silenzio è un privilegio degli uomini veri. Dirle senza urlare, in un calcio ricco di eccessi, è impresa titanica. Eppure, Roberto Galia percorre questo strano mondo da tanti anni ed è riuscito a non cambiare, a non fare deroghe. Il bello è che, la sua, non è l’umiltà un po’ appiccicosa e retorica dei vinti, ma una serenità che deriva dalla piena coscienza dei propri mezzi e dei propri limiti; una scheda personale che il centrocampista bianconero tiene a mente ed usa come cartina di tornasole della realtà:
«Mi conosco, so di non essere un fuoriclasse ma un giocatore prezioso forse sì. Ho cambiato diverse maglie, sono sempre andato d’accordo con i miei allenatori e sempre ho avuto la precisa sensazione di essere utile. Non è poco».

Continua a leggere »

Roberto SOLDA’: il nuovo Scirea?

Fonte: http://ilpalloneracconta.blogspot.com

Acquistato come successore del grande Scirea, Soldà si rivelerà un giocatore modesto, sicuramente non all’altezza di vestire la maglia numero sei bianconera.
Esordisce in serie A con il Como, a Napoli, l’11 ottobre 1981; la squadra lariana non riesce ad evitare la retrocessione in serie B e Soldà disputa un ottimo campionato cadetto, giocando ben 36 partite. L’Atalanta gli mette gli occhi addosso, avendo bisogno di un libero in grado di ispirare gli schemi e trascinare la squadra; in 32 partite, Soldà gioca da maestro, segnando anche due goals e l’Atalanta, anche per la sua regia equidistante e valorosa, approda alla serie A. Continua a leggere »

Roberto PRUZZO: una zuccata per la vita!

Fonte: www.storiedicalcio.altervista.com

E quel derby del 13 marzo 1977 passò alla storia proprio come il derby di Pruzzo. Fu anche la prima cartolina dei tifosi del Genoa, 13 anni e 6 mesi prima di quella di Branco. Perché la foto di Pruzzo che salta sin lassù, inarrivabile per gli avversari, divenne un’immagine cult che tuttora provoca un’accelerazione dei battiti cardiaci dei sostenitori rossoblù.
«Anche perché – ricorda Pruzzo – quella vittoria per i nostri tifosi ebbe un sapore particolare, non decretò infatti solo la supremazia cittadina ma di fatto propiziò anche la retrocessione della Sampdoria in serie B».

Per una volta, infatti, le parti si erano invertite: non era il Genoa alla disperata di punti per cercare di evitare la serie B ma la Sampdoria. Continua a leggere »

DANIEL BERTONI

FONTE: www.storiedicalcio.altervista.org

Rapido e potente, sgusciava bene in dribbling per presentarsi al tiro, che possedeva secco e preciso.
Non era uno straripante goleador, ma un prezioso uomo-squadra che dalla corsia di destra si trasformava in centravanti.Nativo di Bahia Blanca, provincia di Buenos Aires, segnò alla sua prima apparizione in campionato con la maglia del Quilmes. In grado di giocare sia da punta pura che da ala, si rivelò presto come uno dei giovani più promettenti del calcio argentino, tanto che a soli diciassette anni venne acquistato dall’Independiente.

Chi meglio di un campione del mondo in carica poteva rappresentare il leader della nuova squadra della Fiorentina, la prima pietra per la costruzione di un gruppo in grado di lottare nuovamente per lo scudetto? Più che l’estemporaneo Kempes, Bertoni aveva entusiasmato al Mondiale per le sue caratteristiche “europee”, il piglio del fuoriclasse, la sostanza del grande trascinatore. Portare un campione del mondo a Firenze significava tornare a sognare.
Continua a leggere »

Così un raccattapalle fermo Savoldi….

Fonte: www.storiedicalcio.altervista.org

un gol regolare del bomber rossoblù venne annullato perché un raccattapalle dell’Ascoli, Domenico Citeroni, allontanò il pallone che era entrato in rete senza che l’arbitro Barbaresco se ne accorgesse. Il 12 gennaio 1975 si gioca Ascoli-Bologna.

Domenico Citeroni racconta: «Savoldi tira, la palla supera la riga, ma io sono vicino al palo e con un calcetto la ributto in campo. Filo a casa senza dir nulla a nessuno e mi metto a letto senza neppure aspettare la “Domenica Sportiva”. Tutti gli arbitri che venivano al Del Duca volevano conoscermi e tenermi lontano dai pali. Una domenica persi troppo tempo e l’arbitro mi cacciò mostrandomi il cartellino rosso…»

Continua a leggere »

Sandro Ciotti: La voce solista del calcio.

Fonte: www.storiedicalcio.altervista.org

«La radiocronaca è una splendida amante che merita il rispetto di una moglie».
Esperto anche di musica e di cinema. Le corde vocali lo tradirono nel 1968 in Messico dopo 14 ore di diretta sotto la pioggia. Ha raccontato oltre 2.000 partite e la strage ai giochi di Monaco nel 1972La sua inconfondibile voce rauca ha scortato per oltre trent’anni ogni sorta di trasmissione radiofonica e televisiva, spaziando dal calcio al ciclismo, dalla musica al cinema. «Quattordici ore di diretta sotto la pioggia all’ Olimpiade messicana del ‘68 – spiegava Sandro Ciotti – mi sono costati un edema alle corde vocali. Credevo di dover cambiare mestiere, invece Sergio Zavoli e Paolo Rosi mi rassicurarono, spiegandomi che la raucedine sarebbe diventata una specie di marchio di fabbrica».

Continua a leggere »

Mathew Olorunleke

La prima storia che vogliamo raccontare in questo blog riguarda Mathew OLORUNLEKE, ragazzo nigeriano nato il 04/10/83.

Perchè proprio da lui? Perchè diciamo che non può non affascinare la storia di un calciatore ancora giovanissimo che il 18/12/2005 debuttava in serie A e che oggi è senza squadra.

Ma andiamo con ordine.
Continua a leggere »

Benvenuti sul blog Emozioni Sportive

Ciao, e benvenuto.

L’idea di questo blog nasce dalla voglia di sentirsi raccontare da vari protagonisti un qualcosa legato al mondo dello sport; non troverete risultati, schemi o statistiche varie, non leggerete di bilanci, polemiche, doping, post partite, arbitri, moggiopoli o quant’altro, bensì vogliamo semplicemente emozionare voi e tutti colori che amano lo sport attraverso i racconti, le storie, gli aneddoti e le memorie di tutti coloro che ce l’hanno fatta ma soprattutto di tutti coloro che sono arrivati ad un passo dal paradiso e……poi sono tornati indietro.

C’è sempre un filo sottilissimo che unisce sportivi che sono arrivati a fare una carriera secondo le loro aspettative e sportivi che per variegati motivi non hanno dimostrato a grandi livelli i loro straordinari talenti.

Credo che non sarà facile trasmettere quella sensazione meravigliosa che si sente dentro come quando si ascolta la voce e la testimonianza dal vivo di personaggi comunque meravigliosi, di personaggi che con i loro aneddoti possono parlare ad una platea incantata sia ad un comizio, sia di fronte ad un aperitivo nel bar del paese, sia ad un amarcord di qualche blasonata società, sia ai bambini della squadretta anonima che si allena alla sera nel dopo-lavoro.

Speriamo di riuscirci anche in minima parte……..vorrà dire che ne è valsa la pena.