In ricordo di Andrea Fortunato
FONTE: http://www.storiedicalcio.altervista.org/andrea_fortunato.html
Il pallone lo induce ad abbandonare Salerno, la città dove era nato il 26 luglio 1971, all’età di 13 anni.
Lo affascina la grande avventura del calcio vero, comincia a tirare calci con un’ottica professionale a Como, profondo Nord, senza che peraltro quel suo viaggio sia riconducibile agli stereotipi dell’emigrante con la valigia di cartone.
Di famiglia della buona borghesia (il padre cardiologo, la mamma bibliotecaria, un fratello avvocato e una sorella laureata in lingue), il ragazzino che gioca tra i dilettanti della Giovane Salerno ottiene il permesso di dare la scalata al mito del pallone soltanto a patto di proseguire negli studi. Allenamenti e scuola, senza perdere un colpo, fino al diploma di ragioniere “perche‘ nel calcio non si sa mai“.
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Franco Bergamaschi: dal Re del Mercato al Casello
Fonte: Storie di Calcio http://www.storiedicalcio.altervista.org/franco_bergamaschi.html
Franco Bergamaschi il 20 maggio 1973 fu uno dei protagonisti della sconfitta del Milan a Verona, da allora diventata appunto «fatale» perché costò lo scudetto della stella ai rossoneri.
Bergamaschi aveva 22 anni ed era uno dei talenti più interessanti del calcio italiano.
Giocò una gran partita contro la squadra di Rocco e pochi mesi dopo, conteso fra rossoneri e Juve, finì proprio a Milano a suon di milioni (420): fu il giocatore più pagato del calciomercato 1973.
Giocò dignitosamente un anno a San Siro, ma il suo rendimento fu comunque al di sotto delle aspettative. Scese in B, poi riemerse, facendo ancora tanta serie A (187 presenze in tutto) col Foggia, ancora col Milan e di nuovo con il suo Hellas. Un brutto infortunio, a 30 anni, lo costrinse a giocare nelle serie minori il finale di carriera.
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Gaetano Scirea: campione di semplicità.
Fonte: Storie di Calcio, http://www.storiedicalcio.altervista.org/gaetano_scirea.html
3 settembre 1989, una domenica d’estate declinante e di calcio che rinasceva. Seconda giornata di campionato, spedito in orbita prima causa Mondiale.
La Juventus che Zoff forgiò a sua immagine e somiglianza, silenziosa, umile, però severa eruppe in una fragorosa vittoria a Verona: 4-1 doppietta di Schillaci, Daniele Fortunato e Marocchi.
Missione compiuta.
Nel frattempo lontano, lungo la strada che unisce Varsavia a Cracovia, la città santa, Gaetano Scirea ex capitano, promosso aiutante in campo, tornava da una missione di cosiddetto “ spionaggio”. Aveva visionato il Gornik Zabrze modesta squadra polacca che avrebbe affrontato la Juve in Coppa Uefa. Continua a leggere »
Pasquale Bruno
FONTE: IL PALLONE RACCONTA, http://ilpalloneracconta.blogspot.com/search?updated-min=2008-01-01T00%3A00%3A00%2B01%3A00&updated-max=2009-01-01T00%3A00%3A00%2B01%3A00&max-results=32, 19/06/08
Il caos e la pessima conduzione tecnica del dopo Platini, permette l’arrivo alla Juventus di uno dei giocatori più scarsi della storia bianconera: Pasquale Bruno da Lecce, detto “O’ animale”. Tecnicamente dotato come un ferro da stiro, ricorre sempre alle maniere rudi per fermare gli avversari; i cartellini gialli e rossi non si contano, celebri i suoi litigi con gli avversari. Uno su tutti, Crippa, mediano di Torino, Napoli e Parma; famosa è la sua frase:
«Se possedessi un asino come Crippa, non gli darei nemmeno da mangiare, lo lascerei morire di fame !!!» Continua a leggere »
William Brady
FONTE: IL PALLONE RACCONTA, http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2009_02_01_archive.html, 13/02/09
Estate 1980, le frontiere sono nuovamente aperte e, dopo anni di ostracismo, si possono acquistare giocatori stranieri. La scelta della Juventus cade su “Liam” Brady, maturata dopo varie opzioni, compreso Maradona che Boniperti e Giuliano inseguono vanamente con una puntata “segreta” in Argentina. Ai primi di luglio parte una telefonata all’avvocato Freeman, legale londinese che cura gli interessi dei più importanti calciatori d’oltre Manica, compreso Brady. La risposta è affermativa, non altrettanto agile la trattativa che si conclude comunque, col trasferimento di “Liam” alla Juventus. Brady ha 24 anni, essendo nato a Dublino nel febbraio 1956. Trasferito quindicenne all’Arsenal, con altri cinque coetanei. “Liam” Brady compie tutta la trafila nel glorioso club londinese dove esordisce in prima squadra all’età di 17 anni, giocando per sette stagioni, condite dalla conquista di una favolosa Coppa d’Inghilterra nel 1979. Nella primavera 1980 l’Arsenal di Brady affronta ed elimina la Juventus nelle semifinali di Coppa delle Coppe: 1 a 1 a Londra, 1 a 0 per gli inglesi a Torino, goal di Vaessen all’87°. Continua a leggere »
Renato Buso
FONTE: IL PALLONE RACCONTA, http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2007/12/renato-buso.html, 19/12/09
Renato Buso nasce a Montebelluna, in provincia di Treviso, il 19 dicembre del 1969. Il paese trevigiano ha già dato i natali ad un illustre centravanti bianconero, Aldo Serena, da cui Renato erediterà la maglia numero nove della Juventus.
Arriva a Torino nell’estate del 1985 ed approda alla squadra “Primavera”; dai bordi dello stadio “Comunale” può ammirare le splendide giocate di Michel Platini. Nel campionato successivo, a soli sedici anni, esordisce in serie A, contro la Fiorentina. Michel non gioca, al suo posto, con la maglia numero dieci, un improbabile Soldà; la partita finisce 1 a 1, ma il ragazzino ben figura. La domenica dopo, ad Ascoli, Michel è in campo e la Juventus vince 5 a 0; Renato entra in campo al posto di Briaschi, giusto in tempo per segnare il suo primo goal in maglia bianconera. Alla fine della stagione, saranno 18 le presenze con 2 realizzazioni, di cui una alla Lazio in Coppa Italia. Continua a leggere »
Marcello Salas
FONTE: IL PALLONE RACCONTA, http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2007/12/marcelo-salas.html, 25/12/09
Salas, nato a Temuco in Cile, debutta nella prima divisione cilena nel 1994, appena ventenne, con la maglia dell’Universidad de Chile. Il suo primo campionato è strepitoso: 25 partite e 27 goals. Nelle stagioni successive, però, deve fare i conti con una maturità calcistica che tarda ad arrivare ed anche con la sfortuna: nel 1995 disputa 27 partite e realizza 17 reti, mentre nel 1996 gioca appena 10 gare andando a segno solamente 5 volte.
«Come tutti i ragazzi sudamericani, vivevo di pane e calcio. Mia madre doveva venirmi a cercare per riportarmi a casa, altrimenti potevo rimanere attaccato al pallone per tutto il giorno. La mia prima squadra è stata quella del quartiere, il Santos. Dopo un po’ di tempo, ebbi la possibilità di entrare nella rosa del Deportivo Temuco. Così, mi trovavo a giocare il mercoledì e la domenica con due squadre diverse. Poi, sono passato all’Univesidad de Chile; ricordo ancora l’esordio: 13 aprile 1993. Ma la partita più bella è stato il derby contro il Colo Colo, vinta per 4 a 1 con tre mie reti». Continua a leggere »
Lupatelli rigioca il derby della favola
FONTE: L’ARENA di Verona, 08/10/09 di Simone Antolini
Domenica sera, volo di ritorno Cagliari-Roma. Quarta fila, vicino al finestrino, c’è una faccia conosciuta. Cristiano Lupatelli, ricordate? “Io ricordo ancora, come faccio a dimenticare?” sorride.
Solito look, testa rasata, pizzetto, jeans sgualciti, simpatia dirompente. Uno fuori dagli schemi, matto il giusto per essere buon portiere, ma anche per restare nei ricordi della gente. “Il Chievo è sempre una cosa speciale” spiega. “Intanto, è sempre la stessa squadra, che gioca bene, simpatica, ammirata da tutti. E poi, il Chievo è il Chievo. Passa il tempo, però quegli anni son davvero indimenticabili…”. Ne son passati 9, ormai. “No, sembra ieri” fa, prima di buttar lì un bel po’ di nomi. “Di allora, se non sbaglio, son rimasti Moro e Luciano. Che fa Moro, perché non c’era?”. E ancora: “E D’Anna, dov’è adesso? E Federico Cossato? Gioca a calcio a 5, ma no…”. Continua a leggere »
Damiano Tommasi e l’addio alla Cina: “Ripartirò dal mio Sant’Anna”
FONTE: L’ARENA di Verona, 03/11/09 di Simone Antolini
Quindici anni dopo ha detto stop. Aveva iniziato all’Appiani di Padova, con addosso la maglia del Verona. Era il 6 febbraio ‘94, cominciava la storia di Damiano Tommasi.
L’avventura nel calcio professionistico dell’anima candida si è conclusa il 31 ottobre a Tianjin in Cina (per la cronaca vittoria per 2-1 col Guangzhou Pharmaceutical), ultima partita in Oriente.
Un ciclo si chiude. Una storia nuova può iniziare.
Damiano, infatti, ha le idee chiare. Giocherà in Seconda categoria, nel Sant’Anna d’Alfaedo. Ha già confidato il pensiero al suo «diario» online. Continua a leggere »