Altre domeniche pomeriggio

I «pupazzoni» di Valenti – come li chiamava Luigi Necco, uno di loro – ci facevano solo sbirciare i gol della domenica, ma in quel teatrino di nomi storpiati e congiuntivi mancati è cresciuta una generazione di tifosi.

Novantesimo minuto” degli anni ottanta.
Un appuntamento impedibile, irrinunciabile, non rinviabile: intere generazioni di ragazzi incollati al televisore, ogni domenica, alle 18 circa, collegamenti dagli stadi, una serie di personaggi (nel senso più alto del termine) passionali, mitici, unici nel modo di raccontare il calcio, sotto la regia dallo studio, semplice ed altrettanto appassionata, di Paolo Valenti, vera icona di un certo modo di vivere il calcio, ormai purtroppo finito.

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Eric “the King”

“Sono molto orgoglioso che i tifosi cantino ancora il mio nome allo stadio, ma ho paura che un domani loro si fermino. Ho paura perché lo amo. E ogni cosa che ami, hai paura di perderla.” (Eric Cantona)

“Mi ha sconvolto vedere Henry confortare un avversario a fine gara, quando lo aveva appena fregato! Fossi stato un giocatore irlandese, non sarei rimasto lì nemmeno tre secondi: lo avrei menato.” (Eric Cantona dopo il fallo di mano decisivo commesso da Thierry Henry nello spareggio per le qualificazioni mondiali Francia-Irlanda, terminato 1-1)

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Gustavo, il ragazzo dello skilift

«Gustavo, vieni giù!». Suo papà lo chiamava, in fondo allo skilift dello Stelvio, con le mani vicine alla bocca. E allora Gustavo raccoglieva i ganci dello skilift e li portava giù, per i «clienti», scivolando sulle gobbe della pista – senza i bastoncini, perché aveva le mani piene.

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Amarcord di palla a spicchi alla bolognese

In anni in cui Bologna non è più la Basket City d’Italia e d’Europa e le sue squadre annaspano sia in Campionato che nelle Coppe ho trovato su Youtube questo filmato della finale gara 5 dello scudetto 1998 chiusasi dopo i tempi supplementari e vinta dalla Virtus sui cugini della Fortitudo per 86 a 77. Questo era il vero grande spettacolo del basket. Entrambe le squadre erano zeppe di campioni.

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Il match del secolo

Chissà cosa passò per la testa di Max Schmeling quando, colpito da un ennesimo, terribile gancio di Joe Louis, finì ancora una volta – l’ultima di un breve, ma intenso calvario – con le ginocchia sul tappeto. Chissà se in quel momento, mentre i secondi si catapultavano sul ring per prestargli soccorso, il pugile vinto riuscì, nonostante il dolore lancinante, le urla della folla e il tripudio dello staff avversario, a comprendere la portata della sua sconfitta.


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La maledizione del “Bambino” del baseball

Sport “minore” ma in crescita anche nel Belpaese. Oggi dedichiamo un post al mondo del baseball e a un suo personaggio, o meglio ”il” personaggio più rappresentativo e forse il giocatore più grande che abbia mai calcato il campo a forma di diamante. Babe Ruth.

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I fratelli Abbagnale, l’azzurro del canottaggio

La coppia formata da Giuseppe e Carmine Abbagnale è stata considerata da molti osservatori e esperti del settore come il miglior equipaggio in assoluto dell’intera storia dello sport remiero. Assieme a Giuseppe Di Capua (”Peppiniello” per gli amici), i due fratelloni di Castellamare di Stabia hanno dominato la scena internazionale per ben dodici anni nella categoria del due con timoniere (”due con”) superando ogni volta gli equipaggi di tutto il mondo sull’onda di un affiatamento e una determinazione straordinaria, senza eguali.

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I cinque più discussi titoli di Formula1 decisi all’ultima curva

Non era mai successo nella storia della massima serie motoristica che quattro protagonisti arrivassero a giocarsi il titolo all’ultima gara. Il record precedente era di tre e, in 60 anni di Formula 1, era capitato ben 9 volte sui 25 mondiali decisi all’ultima bandiera a scacchi. Che il verdetto all’ultima corsa sul campionato sia stato così frequente è un segnale di salute: vuol dire che il livello di agonismo è da sempre alto. Anche in tempi recenti, nonostante le polemiche interne ed esterne che periodicamente investono il Circus.

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Sebastian Vettel, il più giovane campione del mondo F1

161108123-173402bd-5117-4628-8c2a-191943403de3È Sebastian Vettel il nuovo campione del mondo della F.1. Non Fernando Alonso e la Ferrari, solo incredibilmente settimi al traguardo di Abu Dhabi. Esulta il tedeschino della Red Bull, vincitore al traguardo davanti alle McLaren di Lewis Hamilton e Jenson Button. Ma sono stati i piazzamenti di Nico Rosberg (4°), Robert Kubica (5°) e Vitaly Petrov (6°) a condannare la Ferrari a questo atroce, amarissimo finale.
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L’uomo, il mito: il “Nobel” Roberto Baggio

Roberto Baggio e’ l”uomo della pace” 2010. Il summit dei Premi Nobel ha conferito il prestigioso riconoscimento per l’impegno umanitario dell’ex fantasista che nei suoi quasi vent’anni di calcio ha disputato un mezzo migliaio di partite, ha segnato 205 gol, dei quali 29 nelle 56 partite giocate in Nazionale.

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